LIVEINVOLVO
VINICIO CAPOSSELA REGISTRA AL NAIMA LIVEINVOLVO
( dal libro ” LA NOTTE CHE SI BRUCIO’ IL JAZZ” di Michele Minisci)
Rifacciamo un altro passo indietro, per tornare ancora al nostro Vinicio Capossela. Memorabile e indimenticabile fu la registrazione di Liveinvolvo il 22 ottobre del 1997. Vinicio aveva deciso di fare il suo prossimo disco «dal vivo», come si diceva una volta (contro il parere del mitico Renzo Fantini, allora suo manager e produttore, in quanto un disco dal vivo costa molto di più che in studio, ed è molto più faticoso), e scelse proprio il Naima per farlo.
Grande onore per noi e forte emozione. Poi sarebbero seguiti altri live registrati all’interno del Naima, come quello dei Yellow Jackets, che addirittura registrarono al Naima il Dvd dei loro 25 anni di attività, il bootleg degli Schizoid Band, una buona parte dei King Crimson.
Ma torniamo a quella memorabile serata. Un vero e proprio film, alla maniera di Kusturica. Titolo: «E’ guidata da Vinicio la fanfara nella notte».
Sottotitolo: «Maratona musicale di sette ore al Naima club di Forlì per la registrazione di un disco con la Kocani Orkestra, nello stile gitano ispirato ai film di Emir Kusturica».
Trama, come l’ha raccontata Andrea Degidi, esperto musicale della cronaca locale del Resto del Carlino:
«Il metronotte non crede ai propri occhi, sono le 2,10 quando si spalanca la porta di un club della periferia forlivese. E sulla strada, davanti al suo sguardo attonito, irrompe un infinito e chiassoso serpentone umano che frantuma la quiete della notte. Alla testa c’è Vinicio Capossela, ubriaco di musica, camicia rosso garibaldino e colbacco nero in testa. Dietro a lui si snoda un cordone di gitani: grassocci, baricentro basso, con la pelle ambrata e gli ottoni in mano, anzi appiccicati alla bocca.
Gira attorno al Naima Club di Forlì questo pazzo pazzo trenino musicale, per poi rientrare e regalarsi ancora una volta a un pubblico sorpreso da tanta bizzarria. Sembra il felliniano 8 e ½, ed invece l’ispiratore di questa scena surreale è il regista Emir Kusturica.
E’ stato lui a fulminare la fantasia di Capossela e coi suoi film a ridestare l’anima zingara del giovane cantautore, suggerendogli una nuova folle idea: registrare un album dal vivo con la Kocani Orkestar, la band che in Underground correva suonando per le strade, come fanno anche i bersaglieri macedoni.
Tutti al Naima Club, quindi, tutto in una notte, dalle 22,35 fino alle 5,40 del mattino. Circa sette ore di musica, davanti ad una platea sballottata, sbalordita, innamorata, ma anche quasi confusa da questo scenario un po’ assurdo nella sua folle originalità.
E via coi suoni e con le danze. Vinicio si diverte come un bambino, per fermarlo bisognerebbe sparargli. Dopo aver fatto tutti i suoi vecchi pezzi, per un paio d’ore, e dopo aver lasciato il palco per un’oretta alla Kocani, Capossela torna ed urla: “E adesso ricominciamo da capo!”. Tacabanda, la storia si ripete, e il copione dello show si dipana esattamente come prima, con il successivo ritorno sul palco anche dei macedoni.
Il pubblico tenta disperatamente di resistere, ma poi lentamente cede, è sfinito dalla stanchezza e travolto da un fiume di musica che non finisce mai. E così, mentre l’esercito dei fans si sgretola progressivamente, Vinicio rimane lì, coi suoi amici macedoni. A suonare, suonare, suonare…, mentre l’infaticabile Michele Minisci, il deus ex machina del Naima, continua a portare bottiglie di robusto Sangiovese».
Una serata veramente memorabile. Io faccio capolino fuori dal locale per respirare un po’ d’aria e vedo che la notte se ne va ormai via barcollando. E mi chiedo se sto sognando o è veramente tutto accaduto.
E’ così che è nato Liveinvolvo, una registrazione live, magistralmente diretta da Renzo Fantini, con l’indispensabile supervisione di Rita e la preziosa collaborazione di Stefania, in una notte pazza e nebbiosa. Un Cd folle e fumoso, rimasto ormai nella storia del live. Basti sottolineare che il disco inizia con alcuni delicati arpeggi di Una giornata senza pretese, e subito dopo, però, si sente uno strano e squillante tintinnio.
E’ il tappo della birra che mi cade sul vassoio che ho appena appoggiato sul pianoforte, per «dissetare» Vinicio; un tintinnio squillante e rotolante che nessuno ha mai capito cosa sia, e che Vinicio ha voluto lasciare nella registrazione. Svelato il mistero di quell’estraneo suono cristallino e impertinente nel bel mezzo di un celestiale arpeggio. E’ Vinicio. E’ Liveinvolvo. E’ il Naima.
Poi Capossela è venuto puntualmente ogni anno, per 13 anni, a suonare e cantare da noi. Ma dopo la pubblicazione del suo libro, che ha avuto grande successo, la stampa che lo osannava in ogni momento, i suoi concerti che diventavano sempre più affollati, il suo cachet salito alle stelle, il nostro Vinicio ha smesso di frequentare il Naima, di suonare nei club. Anche lui, come tutte le star musicali di questo Paese, molte delle quali cresciute e pasciute nei nostri club. Però nel dicembre 2010 è tornato e ci ha regalato due date, per festeggiare i suoi 20 anni di carriera. Un bel regalo!!!!
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