DOVE ci conDUCE il SOGNO
Le canzoni della Repubblica di Weimar,
Le canzoni del Ventennio,
Le canzoni proibite nel Ventennio,
Le canzoni di Libertà.
Una Rassegna musicale per i quattro week end di agosto 2013, da tenere a PREDAPPIO e FORLI’
DOVE CI CONDUCE IL SOGNO, scritta però come nella impostazione grafica della prima pagina, proprio per dare un segnale forte e provocatorio, di impatto, vuole essere una manifestazione prettamente musicale, in chiave però storico-culturale, con l’intento di superare una volta per tutte, schematismi, luoghi comuni, barriere artificiali, ormai anacronistici, nello spirito di quella riappacificazione nazionale ormai tanto utile all’Italia.
Questo il programma di massima della Rassegna:
1° Week End di agosto
LE CANZONI DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR
Ovvero le canzoni di Brecht, di Kurt Weil.
Weimar, uno dei primi esempi di democrazia popolare in Europa, quando il “sogno” sembrava a portata di mano e finito poi nella tragedia nazista.
Con UTE LEMPER, o MILVA, o GIANNA NANNINI, che hanno già fatto spettacoli su questo tema.
2° Week End di agosto
LE CANZONI DEL “VENTENNIO”
Proposte dalle BLUE DOLLS, che hanno già uno spettacolo sull’argomento.
3° Week End di agosto
LE CANZONI PROIBITE NEL “VENTENNIO”
Ovvero il JAZZ, lo SWING, la musica sincopata, insomma.
Proposto da RENZO ARBORE
4° Week End di agosto
LE CANZONI DI LIBERTA’
Ovvero, dopo il “buio” dell’oppressione finalmente la “luce” del sogno, in Italia come in qualsiasi parte del mondo, dall’Africa al Sud Africa, dall’ Unione Sovietica al Sud America.
E qui i gruppi da invitare possono essere molti: dai Nomadi ai CSI, dai Modena City Ramblers al Coro delle Mondine di Reggio Emilia, dagli Inti Illimani a Manu Dibango ad Angelique Kidjo, fino ad arrivare a Lou Reed o a Patty Smith, o Jackson Brown o John Trudell, in chiave più rocchettara e protestataria, o addirittura cercare un cantante afgano, oggi, purtroppo, di pregnante attualità.
La Rassegna, come dicevo prima, potrebbe poi “istituzionalizzarsi” nella parte che riguarda le Canzoni di Libertà, da ripetere ogni anno come un vero e proprio festival, in collaborazione con AMNESTY INTERNATIONAL, caratterizzandosi per ospitare le canzoni di lotta, di libertà e di emancipazione da ogni parte del mondo, per conoscere meglio e più da vicino, nuovi popoli, nuovi costumi, nuove religioni, attraverso i loro alfieri, che sono i cantanti, i musicisti, capaci di accomunare pubblici diversi, di qualsiasi orientamento politico e religioso, e di tutte le età.
Un contributo FONDAMENTALE alla conoscenza, alla contaminazione ed al rispetto reciproco.
Parallelamente, si potrebbe costituire un centro di raccolta, una biblioteca, una discoteca, una emeroteca, dove raccogliere tutti i testi, i video clip, gli spartiti e le musiche che parlano della LIBERTA’ in ogni parte del mondo, da poter consultare, da poterci poi fare le tesi di laurea, ecc. ecc.
Ed a questo proposito si potrebbe coinvolgere l’Università di Bologna, facoltà di Scienze Politiche sede di Forlì ad indirizzo internazionale, per l’istituzione di una Borsa di Studio su una tesi di laurea sulle canzoni di libertà e di emancipazione in ogni parte del mondo.
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Carissima Paola,
io mi rferivo solo alla necessità di poter fare uno spettacolo con le canzoni degli anni 20-30 in cui inserire anche 2-3 canzoni del fascismo senza sollevare polemiche a non finire, perchè le canzoni,la musica, al di là dei regimi in cui si suona, fanno parte ormai della storia musicale di un paese e quindi se circoscritte in un contesto storico-culturale-musicale, come vuole essere questo Festival, si possono eseguire. O no?